Lattanzio KIBS a fianco di Regione Toscana per una maggiore competitività del settore agricolo-forestale nell’ambito del PSR

Il Programma di Sviluppo Rurale PSR 2014-2022 della Regione Toscana punta a stimolare la competitività del settore agricolo, a garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e a realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali. L'attuazione del Programma è affidata all'Autorità di Gestione, che è anche garante della sua valutazione. Con la scelta di sottoporlo a una valutazione indipendente, e di affiancarla nel tempo con approfondimenti tematici, l'ente costruisce evidenze solide per orientare gli strumenti di sostegno al settore agricolo e forestale.

Nel dettaglio 

Da otto anni Lattanzio KIBS accompagna il Programma lungo tutto il suo ciclo, in dialogo con l'Autorità di Gestione: dall'analisi preliminare sulla fattibilità alla revisione periodica dei risultati, fino alla valutazione ex post. Un sistema di qualità, definito attraverso un apposito Piano, ne regola lo svolgimento.

Accanto al percorso, gli approfondimenti tematici portano la valutazione sul campo, dall'efficacia della comunicazione alle buone pratiche e al LEADER. La valutazione di impatto, con analisi controfattuale, verifica se il Programma ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Ne è un esempio lo studio sull'agricoltura biologica: con i dati di osservazione della Terra, elaborati con Centrale Valutativa, si confrontano le rese di appezzamenti biologici e convenzionali contigui in Val d'Orcia. Un metodo efficiente, economico e flessibile, presentato a Vilnius al Good Practice Workshop dell'EU CAP Network.

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L’impatto del progetto

Le evidenze aiutano chi decide a capire cosa cambia davvero per agricoltori e territori: se un sostegno raggiunge il suo scopo, a quali condizioni, con quali effetti sul reddito delle aziende. Lo studio sul biologico mostra, ad esempio, che il vantaggio economico dipende dall'andamento dei prezzi e dal sostegno pubblico.

Per i cittadini significa politiche agricole fondate su prove oggettive e risorse pubbliche usate con più efficacia, a favore di un'agricoltura sostenibile. Un'esperienza che il valutatore porta anche al confronto europeo.