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Gli articoli

in "il sole 24 ore" , 05 mag 2006

L'articolo affronta il tema spinoso del ruolo e dell'importanza delle società di consulenza che si occupano principalmente dell'innovazione della Pubblica Amministrazione, considerata erroneamente fonte di spreco e non come una risorsa. Ezio Lattanzio, in qualità di consigliere delegato di Assoconcult per la PA, ci spiega come annullare gli sprechi e valorizzare il lavoro dei professionisti.

in "Aziendaitalia" , 27 set 2005
Autori: Massimo Giacomelli

Autore dell'articolo, apparso su "Azienditalia" del mese di settembre, è Massimo Giacomelli Consulente di Lattanzio e Associati.  
L’articolo illustra l’esperienza dell’avvio di un ciclo di programmazione e controllo  realizzato in Regione Calabria in linea con la LR n. 8/2002.
 Presenta gli aspetti salienti della sperimentazione, le scelte metodologiche e organizzative adottate e la strumentazione informatica di supporto mettendo in evidenza le possibili linee evolutive in termini di consolidamento del sistema e di  replicabilita` dell’esperienza e gli elementi caratterizzanti di  successo dell’iniziativa che hanno consentito di dare avvio operativamente al ciclo di  programmazione e controllo.
 

in "Teme" , 08 ott 2004
Autori: Ezio Lattanzio, Marianna Guastamacchia, Massimo Giacomelli

Il tema della rendicontazione a cittadini  e portatori di interesse dei risultati dell’azione  pubblica negli ultimi anni è diventato  oggetto di particolare attenzione da parte  delle Pubbliche Amministrazioni.  
La Riforma amministrativa da una parte,  con la sua spinta verso modelli di gestione  orientati ai risultati e, dall’altra, l’attuale  situazione di risorse calanti contrapposte  ad aspettative crescenti, rende  sempre più stringente la necessità di “rendere  conto”, in maniera trasparente ed  aperta, delle scelte di politica pubblica.  
Rispetto a queste esigenze, gli strumenti  di Programmazione, Bilancio e Controllo  formali si sono rivelati inadeguati,  per cui il ricorso a sistemi di rendicontazione  non codificati e non obbligatori, in  primo luogo i Bilanci Sociali, si sta affermando  nelle Pubbliche Amministrazioni  come strumento efficace per misurare  e comunicare i risultati dell’azione  amministrativa.  
Su questo terreno sono già numerose le  sperimentazioni avviate che, tuttavia, appaiono  molto diversificate per scelte di  base, opzioni praticate, modelli e strumenti  utilizzati: una varietà di percorsi,  metodologie e strumenti (Bilancio Sociale,  Bilancio di Mandato, Bilancio di genere  etc.) che testimonia il grande entusiasmo  con cui le Pubbliche Amministrazioni  si stanno avvicinando ai temi della  rendicontazione sociale, ma anche la mancanza  di un approccio comune e di una “visione” condivisa su obiettivi e finalità  degli strumenti.  
Oggi, dopo le prime esperienze, l’esigenza  fondamentale per le Pubbliche Amministrazioni  è quella di superare i limiti della  fase pionieristica:  • scarsa integrazione dei processi di rendicontazione  sociale nei cicli di Programmazione  e Controllo;  • scarsa integrazione con gli indirizzi strategici  dell’ente;  • approccio segmentato e unidirezionale  (comunicazionale, organizzativo, rendicontativo,  etc.).

in "VII Rapporto nazionale sulla Formazione - SSPA" , 10 mag 2004
Autori: Ezio Lattanzio

E' ormai condivisa dagli addetti ai lavori una nuova vision per la formazione, intesa come leva strategica per il cambiamento e fattore strategico di successo per la riforma delle Pubbliche Amministrazioni.  
Le Amministrazioni hanno da tempo posto attenzione al tema della formazione, dedicando ad essa considerevoli risorse finanziarie e umane, come anche ribadito da numerosi contratti collettivi decentrati integrativi. In molte Amministrazioni, la spesa per la formazione è divenuta ormai una voce importante nei bilanci, anche se non si può considerare consolidato l'obiettivo del CCNL  di destinare alle attività di formazione risorse pari all'1% della spesa complessiva per il personale.  
La nuova vision implica però oggi la necessità di introdurre nuovi pardigmi per la gestione della formazione.    

Nel VII Rapporto sulla Formazione il contributo di Ezio Lattanzio, partner Lattanzio e Associati, che spiega il ruolo della Formazione nella riforma della Pubblica Amministrazione vista come risorsa ed opportunità per il cambiamento.

in "Management Consulting" , 01 ott 2001
Autori: Ezio Lattanzio

Differente livello di maturazione degli enti pubblici, presenza di reali competenze, connivenze politiche.  Sono solo alcuni dei problemi che attanagliano la Pubblica Amministrazione italiana rispetto all’utilizzo di consulenza qualificata.  
Ma per il futuro sembrano esserci segnali di apertura che interesseranno le grandi società di consulenza e quelle medio-piccole fortemente specializzate.  
Variegata, intricata, impenetrabile, ma in cambiamento.  Questa in sintesi la realtà della PA italiana rispetto al mondo della consulenza, secondo l’analisi di Ezio Lattanzio (partner Lattanzio e Associati) in questo articolo di Management Consulting (periodico dell’Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Direzione e Organizzazione)

in "Guida agli Enti Locali - Il Sole 24 Ore -" , 06 mag 2000
Autori: Ezio Lattanzio, Gabriella Volpi

Il riordino e la nuova definizione dei sistemi di verifiche interne e di programmazione nelle Regioni e negli Enti locali sono parte fondamentale di tutto il processo di rinnovamento nella pubblica amministrazione.  
Specializzazione delle funzioni, responsabilità, assegnazione delle competenze, utilizzo delle risorse disponibili.  
Il focus, a cura di Ezio Lattanzio e Gabriella Volpi, de “Il Sole-24 ore” illustra i contenuti del Manuale per il controllo strategico e gestionale per individuare il percorso e le modalità di lavoro.

in "Sviluppo & Organizzazione" , 30 ago 1999
Autori: Ezio Lattanzio, Luciano Pero

L’articolo contribuisce al dibattito sulla riforma della Pubblica Amministrazione, analizzando il caso particolare dei modelli e dei sistemi di controllo interni alla P.A. stessa.   I sistemi di controllo sono infatti certamente un caso particolare, ma con elevata significatività, per due motivi principali: in primo luogo ricoprono grande rilievo per la qualità del servizio finale reso dall’Amministrazione.  In secondo luogo, essi sono molto importanti anche per condizionare e per definire il modello organizzativo reale con cui operano le varie entità che costituiscono la P.A.  La capacità dei riformatori di orientare, in un senso o nell’altro, i sistemi di controllo, è anche un modo per orientare col tempo l’evoluzione reale del funzionamento organizzativo della macchina amministrativa.  Controllo e organizzazione sono due facce della stessa medaglia.  L’ipotesi di partenza di questo articolo è esprimibile nei seguenti punti:  I sistemi di controllo tradizionali della P.A. si sono basati per decenni sui due cardini del paradigma burocratico: il controllo gerarchico diretto e il controllo formale di conformità e legittimità, esercitati sia dalla gerarchia , nello svolgimento dei processi decisionali, sia ex-post dai vari organismi di controllo locali e centrali, sino alla Corte dei Conti.  Nei primi anni ‘90, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza della P.A. e di controllare i fenomeni di corruzione e di opportunismo, una serie di innovazioni normative ha introdotto nuove tipologie e sistemi di programmazione e controllo (ad es. “controllo gestionale”, “controllo di efficienza e di qualità”, “valutazione dei dirigenti”, “valutazione dei carichi di lavoro”, etc.).

in "Sviluppi organizzativi N.1" , 01 gen 1991
Autori: Mauro Bonaretti, Ezio Lattanzio

L'incentivo di produttività nelle Pubbliche Amministrazioni ha rappresentato, per diversi anni, un tema intorno al quale esperti di direzione, sociologi e giuristi hanno dibattuto proponendo i contributi delle diverse discipline.  
Le indicazioni emerse hanno trovato espressione concreta in particolare nelle realtà degli Enti Locali, dove numerose sono state le esperienze applicative.  
L'articolo pubblicato da Studi Organizzativi mira a comprendere perchè l'esperienza non è stata soddisfacente:  

  • il complesso dei vincoli normativi che definiscono le regole del gioco ha creato una "trappola strategica"? E' cioè l'ambiente normativo ad impedire il successo dell'incentivo?  
  • oppure, introducendo l'incentivazione del lavoro, la produttività è stata affrontata come un problema di misurazione fine a se stesso e non come un problema di governo?